RhOME in Cinque Punti

Roma, la città eterna, caratterizzata dai reperti del patrimonio romano, condivide gli stessi problemi di degenerazione dei tessuti urbani e sociali delle metropoli. Il nostro progetto tenta di dare una risposta ai problemi delle grandi città, attraverso l’elaborazione di un metodo di insediamento replicabile con i valori riconoscibili, in grado di innescare un processo di rigenerazione delle città esistenti.

Il progetto pensato per le aree urbane di Roma è quindi un’opportunità per affrontare le difficoltà a scala globale partendo dalla soluzione del problema locale.

Vogliamo trasmettere alle persone il principio base: “pensare globalmente, agire localmente”.

RhOME è un piano di intervento replicabile in ogni contesto con problematiche consimili a quelle di Roma, una città metropolitana, perseguendo l’idea della Smart City.

Pensare globalmente, Agire localmente

Nel momento in cui stiamo scrivendo la popolazione mondiale è stimata in 7.213.964 e si prevede raggiungerà i 9 miliardi entro il 2050, 9 miliardi che avranno bisogno di cibo, acqua, energia per sopravvivere. A questo dobbiamo aggiungere che il 72% delle persone vive nelle grandi città, il consumo di energia dovuto agli edifici è pari al 45% del fabbisogno totale e che nel 2013 l’Earth Overshoot Day, la data in cui il consumo di risorse naturali da parte dell’umanità ha iniziato a superare la produzione che la Terra è in grado di mettere a disposizione in totale per quell’anno, è caduto il 20 agosto 2013.

Le grandi città mondiali affrontano ogni giorno il problema del degrado, non solo del tessuto architettonico e urbano, ma soprattutto sociale, degrado che aumenta esponenzialmente con il progressivo aumento della popolazione e l’impoverimento delle masse.

Protocollo Active House

Per la progettazione dei sistemi attivi la prima cosa di cui tenere conto è il loro comportamento in relazione alle strategie energetiche passive. La migliore risposta possibile è quindi quella di limitare la domanda di energia e progettare sistemi in grado di rispondere alla domanda minima di consumi.

Per questo motivo RhOME segue il protocollo Active House,  che mette insieme Ambiente, Produzione di Energia e Comfort per progettare edifici che, ottimizzando il comfort termico e luminoso, riducono al minimo il consumo di energia. 

Abbiamo usato questo protocollo in collaborazione con il team del Politecnico di Milano per verificare il comportamento del nostro edificio e del prototipo RhOME . Questo è il grafico “radar” ottenuto per il prototipo di Versailles. Stiamo anche lavorando sulla validazione del progetto urbano di Roma e in altre diverse aree climatiche.

Less is More

PIU’ MASSA, MENO PESO
Una casa “leggermente pesante” dotata di un sistema di costruzione a secco, leggero e veloce da assemblare, efficiente dal punto di vista energetico perché ha un cuore robusto e pulsante.
DCIM100MEDIA

PIU PRODUZIONE, MENO COSTRUZIONE
Una struttura costruttivamente veloce che coinvolge lavoratori specializzati in fase di produzione in fabbrica per i componenti tecnologicamente avanzati, al fine di rendere più facile e veloce l’assemblaggio.
2 Produzione

PIU’ SINERGIA, MENO ENERGIA
Un edificio attento all’ambiente che combina strategie attive e passive insieme con l’innovazione tecnologica dei sistemi che vi partecipano e sostengono a vicenda verso l’unico obiettivo di ridurre i consumi.
3 Piu sinergia

Ridensificare

Ridensificare l’area romana, non significa solo aumentare il numero di m2 e m3 per ettaro, ma soprattutto aumentare il numero di abitazioni per la stessa area nella nuova costruzione, che offre appartamenti di piccole dimensioni (che al giorno d’oggi la città non offre ) per soddisfare le esigenze di giovani coppie e residenti temporanei.

I principali vantaggi sono:

– risparmio economico: tipologie a più piani hanno un costo inferiore per unità di superficie rispetto a tipologie meno intensive;

– risparmio energetico: le unità, circondato su più lati da altre unità, limita le perdite di calore, non solo per il riscaldamento in inverno, ma anche per il raffreddamento in estate;

Casi Studio

L’area di progetto scelta è la zona compresa tra Via di Torre del Fiscale, Via Appia Nuova e l’acquedotto Felice e solo dopo un’iniziale analisi dell’area si è potuto procedere con l’ identificazione degli edifici da demolire.
La nostra ricerca non si è limitata alla mera classificazione dei singoli edifici, ma sono stati analizzati in dettaglio i singoli lotti ed il risultato è stato l’identificazione di uno schema di sviluppo del tessuto: ogni abitante ha saturato il lotto in base alle proprie possibilità economiche.
La prima fase di sviluppo dell’edificato consiste generalmente nella costruzione del nucleo originale dell’abitazione e la collocazione dei materiali di risulta in un capannone. Ogni volta che si ha la possibilità, si procede con la costruzione di superfetazioni giustapposte all’edificio “madre”. Tutto questo permette di raggiungere la saturazione massima possibile del lotto e la conseguenza naturale è l’ impermeabilità parziale o totale del lotto.

Masterplan

L’obiettivo principale del progetto di RhOME for denCity è quello di rafforzare i punti di forza dell’area per aumentare il valore del tessuto urbano, in quest’ottica sono stati privilegiati l’acquedotto, le rovine e l’ambiente naturale.

La densificazione e la liberazione dei resti antichi della zona vicino alla Torre del Fiscale, è una parte fondamentale del progetto per preservare il paesaggio ed i parchi che ora risultano scollegati, come ad esempio il Parco di Tor Fiscale, il Parco Acquedotti e il Parco dell’Appia Antica. Per quanto riguarda la struttura urbana, dove la natura degli spazi permette un certo tipo di mobilità e fruibilità, è stato previsto un miglioramento della qualità dei servizi. Il progetto di trasformazione si è concentrato principalmente nell’ ambiente urbano frammentato, in cui i servizi di base e la gerarchia degli spazi sono allo stato attuale mancanti.

Il progetto di insediamento è stato portato avanti seguendo due principi: gli edifici di una certa qualità architettonica sono stati conservati ed integrati nel nuovo quartiere, mentre le residenze con scarsa peculiarità ed in posizione non conforme ai vincoli paesaggistici, dopo un’attenta valutazione, sono state demolite per proteggere il patrimonio culturale e storico dell’area. Gli edifici sono stati ripristinati e le loro funzioni sono state conservate, solo quando le loro attività sono state giudicate attività essenziali per il quartiere, come ad esempio le attività religiose.

L’obiettivo del progetto è quello di migliorare l’efficienza della città tramite:

– Un equilibrio e di una integrazione tra residenze, i servizi, i luoghi di lavoro e gli spazi per il tempo libero per costruire aree urbane vissute durante il giorno ;

– Un miglioramento della zona, il quartiere e le connessioni territoriali della città ;

– L’ applicazione dei principi espressi nella cultura urbana italiana ed europea considerando i problemi di sostenibilità ambientale.

La Casa

Concetto architettonico

Il prototipo di Versailles rappresenta il piano superiore del complesso proposto per Tor Fiscale. Questa scelta deriva dalla volontà di descrivere le caratteristiche architettoniche e le innovazioni tecnologiche che non apparirebbero in un piano comune o al piano terra , dove il focus è l’integrazione con l’ambiente urbano. Il prototipo eredita il suo sistema di distribuzione dall’aggregazione: l’ accesso è situato su un lato a causa del nucleo centrale di distribuzione  che serve gli appartamenti su entrambi i lati.

Lo spazio è articolato intorno al nucleo 3d che è il “centro strutturale” della casa. Questo elemento gerarchizza e caratterizza lo spazio, definendo le varie aree di cui la casa è composta: la cucina , il soggiorno e la camera da letto. Le finestre sono protette dalle logge. La presenza delle logge nei due angoli opposti assicura uno schema originale e versatile e il prototipo di versailles è solo una delle possibili configurazioni. Entrando nel particolare della competizione, le due aree principali della casa relative alla vita pubblica (soggiorno) e la vita intima (camera da letto) hanno un contatto diretto con il mondo esterno. In questo modo ognuno di questi spazi riceve il tipo di luce naturale più adatto alla propria funzione.
Una grande attenzione è stata posta anche sulla scelta dei materiali e sulle tecnologie in grado di ridurre il più possibile i consumi.

Squadra

Siamo convinti che mescolare diverse competenze migliori l’innovazione e la creatività, per questo la nostra squadra coinvolge docenti, ricercatori e studenti di tre differenti dipartimenti dell’Università degli Studi Roma Tre.

* Il Dipartimento di Architettura, ha il compito di gestire l’intero processo di analisi / progettazione / costruzione anche dal punto di vista urbano, si occupa degli aspetti tecnologici e di assemblaggio, elabora le strategie passive necessarie e fornisce il supporto informatico per i sistemi digitali. Valuta inoltre i costi di costruzione e di manutenzione;

* Il Dipartimento di Economia, ha il compito di sviluppare il business plan, i progetti di marketing e la raccolta fondi;

* il Dipartimento di Ingegneria è focalizzato sulla strategia energetica attiva ed ha il compito di individuare le soluzioni più adeguate per impianti idraulici, elettrici e meccanici.